Assegno di mantenimento negato per rifiuto proposta di lavoro - Il caso

Dopo il divorzio il giudice aveva fissato due assegni a carico dell'ex marito, uno in favore della moglie e l'altro della figlia.

Poi la ragazza era diventata grande.

Aveva continuato gli studi, ma fino a trentasette anni aveva rifiutato qualsiasi offerta di lavoro, in quanto, secondo lei, non consone alle sue aspirazioni.

A questo punto il padre, ha chiesto di non corrispondere più l'assegno di mantenimento alla figlia.

I giudici, in primo grado e in appello, hanno accolto l'istanza.

Così, madre e figlia, hanno effettuato ricorso in Cassazione confidando nell'obbligo di mantenimento per figli maggiorenni.

Ma i Giudici di Piazza Cavour, hanno respinto il ricorso e confermato il verdetto.

A loro avviso, infatti, ai fini dell'esonero dell'assegno per il figlio maggiorenne, è necessario che il mancato svolgimento di attività lavorativa dipenda da inerzia o da rifiuto ingiustificato.

Infatti la Corte d'appello, sottolineano, ha accolto la richiesta di esonero dell'assegno per la figlia, con motivazione adeguata e non illogica, facendo riferimento all'età avanzata e agli studi da questa effettuati, ipotizzando che essa abbia ricevuto offerte di lavoro, benché non pienamente rispondenti alle sue aspirazioni, non accettandole.

Al massimo, la donna avrebbe dovuto provare con certezza di non aver mai rifiutato un'occupazione.

4 aprile 2013 · Marzia Ciunfrini

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