Assegno scoperto - c'è sempre l'obbligo di iscrizione in CAI ma il protesto è facoltativo in particolari circostanze

Abbiamo affermato che il nominativo di colui che emette un assegno privo di copertura (assegno scoperto) può essere inserito nel Registro Informatico dei Protestati (RIP). Perchè il protesto di un assegno scoperto è stato indicato come una facoltà della banca o dell'ufficio postale e non come un obbligo, a differenza di quanto avviene per la segnalazione in CAI?

A tale proposito va ricordato che un assegno di importo pari o superiore a mille euro, per quanto disposto dalla normativa antiriciclaggio, non può essere girato. Pertanto, solo gli assegni di importo inferiore ai mille euro possono avere dei giranti e la funzione del protesto è soprattutto quella di consentire al portatore di un assegno girato, risultato poi scoperto all'incasso, di agire con azione esecutiva nei confronti del girante (azione di regresso) qualora fosse ritenuto più solvibile del traente.

Secondo il Collegio di coordinamento dell'Arbitro Bancario Finanziario (decisione numero 2567/13) a differenza della pubblicazione nel registro informatico dei protesti (RIP), che ha come uniche finalità quella di dare notizia del mancato pagamento del titolo nonchè di consentire l'azione di regresso nei confronti di eventuali giranti, la segnalazione in CAI del mancato pagamento degli assegni è diretta a rendere efficace ed operativa la sanzione della revoca di sistema che - aggiungendosi a quella di carattere pecuniario, irrogata dal Prefetto comporta, per il soggetto segnalato, la revoca di ogni autorizzazione all'emissione di assegni, nonché il divieto, per qualunque banca e ufficio postale, di stipulare nuove convenzioni di assegno con lo stesso soggetto e di pagare gli assegni da lui tratti dopo l'iscrizione nell'archivio, anche se emessi nei limiti della provvista.

Tali misure comportano il temporaneo allontanamento del debitore inadempiente dal sistema bancario e, dunque, l'incidenza negativa e della segnalazione in CAI nella vita di relazione del debitore inadempiente è ben più grave di quella determinata dalla pubblicazione del protesto, i cui effetti sono destinati ad operare, in assenza di giranti, solo sul piano della reputazione creditizia.

La potenziale idoneità della segnalazione in CAI ad indurre il traente a far fronte alla propria obbligazione non può pertanto essere ritenuta minore di quella del protesto, pur considerando che l'iscrizione nel Registro Informatico conferisce al mancato adempimento una visibilità maggiore, estesa all'intera collettività. E deve pertanto concludersi che l'omissione della levata del protesto da parte della banca o dell'ufficio postale, in caso di mancata copertura dell'assegno e in assenza di giranti, quando siano avviate le procedure per la segnalazione in CAI, non possa essere ritenuta lesiva degli interessi del beneficiario e come tale illegittima.

Dunque, la banca (o l'ufficio postale) può rinunciare al protesto quando l'assegno risultato scoperto è non trasferibile oppure è trasferibile ma non ci sono giranti.

Anzi, la clausola "senza spese e senza protesto" inserita sull'assegno dal traente, ed evidentemente accettata dai successivi prenditori del titolo, rappresenta una indicazione alla banca (o all'ufficio postale) di non procedere comunque al protesto dell'assegno per mancanza di copertura, anche in presenza di giranti.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Rosalia Meloni 24 novembre 2015 at 17:31

    Vorrei conoscere l'iter per incassare un deposito cauzionale effettuato a copertura di un assegno entro i 60 giorni stabiliti per legge.
    Un mio cliente ha effettuato il deposito ma il beneficiario (spagnolo) non riesce ad incassare tale somma. Grazie

    • Ludmilla Karadzic 24 novembre 2015 at 17:46

      Sarebbe opportuno, per rispondere alla domanda in modo mirato, conoscere quali sono gli elementi ostativi per l'incasso da parte del beneficiario, eccepiti dal soggetto depositante. La sinteticità della domanda è in genere qualità pregevole, ma talvolta può confliggere con i requisiti minimi di chiarezza.

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