Antiriciclaggio - assegni e contanti [Commento 19]

  • utente 6 aprile 2012 at 14:36

    Anche le parrocchie si adeguano alle nuove disposizioni previste dal decreto legge Salva-Italia. La diocesi di Bolzano, infatti, ha preparato un vero e proprio vademecum sull'utilizzo del contante dopo le restrizioni previste dal decreto Monti (Dl 201/2011).

    Si tratta di una dettagliata lettera di istruzioni ai propri parroci. Nel testo viene chiarito che qualsiasi offerta in contanti ricevuta dai fedeli eccedente la fatidica quota di 999,99 euro dovrà essere versata dal sacerdote sul conto corrente della parrocchia. La "circolare" del vescovo chiarisce anche che oltre la soglia del 1.000 euro il fedele dovrà operare tramite bonifico bancario, una opzione questa che, si sottolinea «dovrebbe comunque essere preferita nel segno della trasparenza anche per importi più piccoli».

    Ecco di seguito il vademecum della diocesi di Bolzano

    Pagamento in contanti - nuove norme

    Il decreto legge n. 201 del Governo italiano, convertito il 06.12.2011 dal Parlamento nella Legge n. 214/22.12.2011, dà nuove norme per il pagamento in contanti.

    La Legge pone il limite di 1.000,00 euro, a partire dal 06.12.2011, per il pagamento in contanti e i libretti di risparmio al portatore. Ciò comporta che ogni pagamento in contanti che supera l'importo di 999,99 euro è irregolare e può essere punito. Così pure tutti i libretti di risparmio non nominali ma al portatore devono essere notificati dalle banche al Ministero delle Finanze e all'Agenzia delle Entrate.

    Gli effetti della Legge sono questi:

    • a) non è più permesso versare a chiunque un importo di 1.000,00 euro o più in contanti o in libretti di risparmio bancari o postali o al portatore;
    • b) sugli assegni e vaglia postali con importo di 1.000,00 euro o più deve essere riportato il nome o l'intestazione sociale del beneficiario e la clausola "non trasferibile";
    • c) i libretti di risparmio al portatore bancari o postali con un saldo di 1.000,00 euro o più devono essere estinti o ridotti a un importo inferiore a 1.000,00 euro;
    • d) pagamenti di fatture, tasse, scontrini per un importo complessivo di 1.000,00 euro o più dovranno obbligatoriamente essere effettuati tramite bonifico bancario, carta di credito, bancomat o assegno (non trasferibile).

    In caso di non osservanza di queste norme la Legge prevede sanzioni dall'1% fino al 40% dell'importo e comunque almeno di 3.000,00 euro.

    In base a una circolare del Ministero delle Finanze del 16.01.2012 queste norme non riguardano le operazioni effettuate dalla stessa persona sul suo conto, ma solo il trasferimento di denaro fra due persone o istituzioni diverse. Ciò significa che, come in antecedenza, sono permessi:

    1. - prelievi da parte dell'intestatario dal proprio conto di importi superiori a 1.000,00 euro;
    2. - depositi di importi superiori a 1.000,00 euro effettuati dall'intestatario sul proprio conto (in questo caso la banca, se ha fondati sospetti di riciclaggio di denaro o finanziamento del terrorismo, può chiedere al cliente la provenienza del denaro).

    Anche nell'amministrazione parrocchiale è obbligatorio osservare queste norme. Oltre i 1.000,00 euro non si può più operare in contanti ma tramite bonifici bancari. Questa forma del bonifico bancario dovrebbe comunque essere preferita nel segno della trasparenza anche per importi più piccoli, in modo che le ricevute bancarie e gli estratti conto servano in certo modo al controllo delle entrate e uscite nella contabilità parrocchiale. In particolare vale l'obbligo del bonifico bancario per le seguenti operazioni:

    - trasmissione alla Curia delle offerte per finalità particolari e delle intenzioni di Messe. Le Offerte alla parrocchia che superano l'importo di 999,99 euro devono essere versate sul conto bancario della parrocchia.
    - il pagamento delle fatture da parte della parrocchia deve avvenire di norma solo tramite bonifico bancario, per avere in questo modo la relativa quietanza. I pagamenti in contanti non possono superare l'importo di 999,99 euro e il pagamento deve essere quietanzato dal beneficiario sulla fattura con firma, data ed eventuale timbro.

    - Rimborsi di spese a persone devono avvenire su presentazione di un documento scritto (es. spese di viaggio, scontrini) e la ricevuta del rimborso, se avviene in contanti e non supera l'importo di 999,99 euro, deve essere firmata dal beneficiario. Anche in questo caso il rimborso dovrebbe avvenire preferibilmente tramite bonifico bancario.

    - Il limite dei contanti è fissato in 999,99 euro e vale per ogni pagamento (es. acquisto di francobolli, acquisti vari, retribuzioni, rimborsi, ecc.).

    È sempre possibile prelevare in banca anche importi più grandi in contanti e poi depositarli altrove. Ma i pagamenti in contanti dovrebbero essere ridotti al minimo, non possono superare i 999,99 euro e devono essere documentati (quietanza). A tale riguardo bisogna tener conto anche delle altre norme, soprattutto quelle di natura fiscale e quelle attinenti al diritto del lavoro.

1 17 18 19 20 21 25

Torna all'articolo