Antiriciclaggio - assegni e contanti [Commento 1]

  • rodolfo bargagli 14 giugno 2010 at 17:24

    Non è la prima volta che i libretti di risparmio bancari e postali al portatore finiscono nel mirino delle norme antiriciclaggio. La manovra varata ieri stabilisce che vengano «estinti» entro giugno 2011, probabilmente o chiudendoli o trasformandoli in libretti nominativi.

    Una prima stretta era arrivata con il decreto 231/2007 con cui il governo Prodi aveva recepito le misure in materia previste dalle direttive europee. Allora si era introdotto il tetto massimo di 5mila euro di deposito, proprio per limitare l'utilizzo di questa forma alternativa del contante che garantisce una non tracciabilità dei movimenti di denaro.

    Il libretto al portatore, a differenza di quello nominativo, non deve essere intestato a chi vi dispone movimentazioni: al portatore viene chiesto soltanto di presentarsi allo sportello bancario con un documento d'identità valido.

    Dopo nemmeno un anno, però, la regole del gioco sono cambiate e con il decreto legge 112/2008 la soglia massima è stata elevata a 12.500 euro.

    Ma l'innalzamento del limite non è stato sufficiente a ridare ossigeno all'utilizzo di quello strumento: sia l'Abi sia le Poste - seppure ieri sera non fossero in grado di fornire numeri - sostengono che la diffusione del libretto al portatore ormai sia molto ridotta proprio perché l'operatività di questa sorta di alternativa al conto corrente è piuttosto limitata.

    Bisogna comunque distinguere bene tra libretto nominativo e libretto al portatore, per quanto entrambi ricadano nella categoria dei libretti di risparmio. È solo il libretto al portatore ad essere destinato all'estinzione.

    Il libretto di risparmio nominativo, invece, soprattutto quello postale, era e rimane uno dei prodotti di risparmio preferito dalle famiglie italiane. A bilancio 2009 di Poste spa risultano attivi 25,5 milioni di libretti: un numero sicuramente enorme, anche se si tratta di un dato aggregato in cui rientrano i libretti nominativi, di cui fanno parte anche quelli giudiziari usati per confische e pignoramenti, e quelli al portatore.

    I libretti nominativi, che possono essere intestati anche a più persone ma solo da queste possono essere usati, non hanno costi di gestione, sono esenti da imposta di bollo (seppure hanno una tassazione al 27%) e possono essere intestati anche a minori. Per questo era in voga l'uso di intestare un libretto di risparmio a un neonato su cui versare fondi per la futura istruzione. Mentre è uno strumento usato dalle persone anziane per l'accredito della pensione perché è meno oneroso rispetto ai conti correnti.

1 2 3 25

Torna all'articolo