Pagamento tardivo dell'assegno emesso senza provvista dopo la scadenza del termine di presentazione

Articolo 8 - Pagamento dell'assegno emesso senza provvista dopo la scadenza del termine di presentazione

1. Nei casi previsti dall'articolo 2, le sanzioni amministrative non si applicano se il traente, entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo, effettua il pagamento dell'assegno, degli interessi, della penale e delle eventuali spese per il protesto o per la constatazione equivalente.

2. Il pagamento può essere effettuato nelle mani del portatore del titolo o presso lo stabilimento trattario mediante deposito vincolato al portatore del titolo, ovvero presso il pubblico ufficiale che ha levato il protesto o ha effettuato la constatazione equivalente.

3. La prova dell'avvenuto pagamento deve essere fornita dal traente allo stabilimento trattario o, in caso di levata del protesto o di rilascio della constatazione equivalente, al pubblico ufficiale tenuto alla presentazione del rapporto mediante quietanza del portatore con firma autenticata ovvero, in caso di pagamento a mezzo di deposito vincolato, mediante attestazione della banca comprovante il versamento dell'importo dovuto.

4. Il procedimento per l'applicazione delle sanzioni amministrative non può essere iniziato prima che sia decorso il termine per il pagamento indicato nel comma 1.

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  • paolo casalini 17 agosto 2011 at 09:23

    Il giorno 28 febbraio, ha fronte di un debito di 4.000 euro, ho emesso assegno su Unicredit .
    Il giorno successivo, arrivato l'assegno in banca, mi sono reso conto di aver utilizzato un blocchetto sbagliato, avendo sulla medesima banca vari conti intestati a società diverse. Preciso che sul quel conto non vi era sufficiente provvista, ma vi era provvista in altri conti intestati al sottoscritto o da me controllati. Chiamato il creditore, spiegata la situazione, ho provveduto a sostituire e pagare il debito in altro modo, mentre il creditore provvedeva a richiamare immediatamente il titolo. Pensavo tutto si fosse risolto amichevolmente, ma non era così.
    Il 10 maggio, ho richiesto sul primo conto, quello su cui avevo tratto l'assegno sbagliato, un nuovo carnet, che mi è stato regolarmente consegnato. Provvedevo a pagare quindi una fattura di euro 260, con assegno senza data, che giungeva in banca ai primi di agosto, essendo il titolo rimasto nelle mani del creditore in attesa di essere incassato. L'assegno, nonostante vi fosse regolare provvista in disponibilità e valuta, veniva protestato per emissione irregolare.
    Recatomi in banca mi veniva comunicato che sul conto il 3 giugno era stato segnalato al Cai (a causa dell'assegno da 4.000 euro richiamato), e pertanto era stata interdetta l'emissione di assegni. La comunicazione, così mi è stato detto, mi era stata inviata il 18 marzo. (Sto facendo accertamenti in azienda per capire se la raccomandata è realmente arrivata, e persa successivamente o non mai arrivata)
    C’è qualcosa che posso fare per cancellare un protesto che ovviamente mi procurerà non pochi fastidi?

    • Simone Saintjust 17 agosto 2011 at 14:30

      Ho consigliato più volte e con successo, in casi molto frequenti come il suo (superficialità ed arroganza di banche e funzionari) di presentare ricorso all'arbitro bancario finanziario. Appena la banca riceve la notifica della presentazione del ricorso, temendo una sicura pubblicità negativa, attiva le procedure per riconoscere la errata segnalazione del protesto. Questa è l'esperienza vissuta.

      Può trovare info utili sulla procedura da seguire qui http://www.indebitati.it/guide/arbitro-bancario-finanziario-guida-al-ricorso/

      Mi auguro e le auguro di ottenere un pò di giustizia (non il ristoro dei danni subiti, ma almeno la cancellazione del protesto).

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