Il dibattito ferve e si alimenta con interventi a favore o contro le iniziative di microcredito

Per quanto ci riguarda siamo, in tale contrapposizione, fieramente schierati. Riteniamo che le critiche siano più che altro interessate e che non si possa in alcun modo  negare al microcredito la valenza di uno strumento idoneo a  stimolare l'attività produttiva e a valorizzare dignità della persona, a cui viene concessa  una possibilità di crescita basata su un prestito e sulla fiducia nella capacità del debitore di servire il debito.

D'altra parte laddove la difficoltà di accedere al prestito bancario (a causa dell'inadeguatezza o assenza di garanzie reali e delle dimensioni delle microattività, ritenute troppo ridotte dalle banche tradizionali)  non consente alle microimprese di svilupparsi o di liberarsi dai forti vincoli dell'usura, i programmi di microcredito propongono soluzioni  alternative e sostenibili  pianificando l'erogazione di piccoli prestiti a gruppi di micro imprenditori che hanno forte necessità di risorse finanziarie, per avviare o sviluppare progetti di auto-impiego. L'incremento di reddito che ne deriva porta a migliorare le condizioni di vita dei loro nuclei famigliari, determinando contemporaneamente un impatto significativo a livello economico.

Dunque ricadute positive del microcredito sotto l'aspetto economico, sociale e psicologico. Nel primo caso si registrano incrementi di reddito e di consumo e quindi aumento del benessere. Dal punto di vista sociale emergono i valori della solidarietà e della mutualità e psicologicamente vengono liberate le potenzialità individuali ponendo l'accento sulla fiducia, sulla capacità di restituzione del debito,  sull'imprenditorialità.

L'impatto del microcredito presenta una portata rivoluzionaria anche nei paesi industrializzati: riduce le patologie sociali (che si tratti di passività o esclusione) migliora la coesione sociale riducendo le disuguaglianze e garantisce una migliore integrazione delle comunità. Facilita l'ingresso di nuovi attori in un'economia fondata sui servizi e sulle piccole unità di produzione; aumenta il potenziale di crescita, valorizzando una forza lavoro inutilizzata. Inoltre, sviluppando la creazione di ricchezza a livello locale, riduce lo squilibrio tra economia reale e economia virtuale; da sottolineare, infine, il fatto che il credito riduce la spesa pubblica, in quanto è una delle rare forme di intervento che, una volta lanciate, si mantengono da sole, contemplando anche le evoluzioni demografiche.

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  • rosarina 21 maggio 2009 at 06:54

    A VITERBO NASCE LO SPORTELLO PER IL MICROCREDITO SOCIALE PER LE DONNE

    Debutta a Viterbo giovedì 21 maggio lo Sportello Microcredito sociale della Fondazione Risorsa Donna, grazie all'accordo siglato con il Comitato per la Promozione dell'Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Viterbo.

    Ogni primo e terzo giovedì del mese lo Sportello, nella sede dell'Ente camerale in via Fratelli Rosselli n. 4, le donne aspiranti o neo imprenditrici interessate a realizzare un progetto di lavoro autonomo e a qualificarsi professionalmente potranno ricevere informazioni per l'accesso al microcredito sociale.

    L'iniziativa prevede la divulgazione e l'implementazione del microcredito sociale come strumento innovativo di educazione alla gestione del risparmio ed opportunità di formazione e di crescita anche personale per soggetti in difficoltà nell'accesso al credito che intendono, singolarmente o in associazione tra loro, sviluppare attività economiche o progetti finalizzati all'occupabilità.

    “In una fase delicata come questa - dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo - l'imprenditoria femminile si rivela ancora più debole e la possibilità di ricorrere a uno strumento concreto e diretto come il microcredito per avviare nuove attività può rivelarsi una valida alternativa per favorire l'accesso al credito”.

    “Del resto - aggiunge Paola Barbieri, presidente della Fondazione Risorsa Donna - il microcredito ha dimostrato essere uno strumento molto efficace nella lotta all'esclusione sociale, in particolare delle donne, fornendo loro una concreta opportunità di auto impiego”.

    Gli importi finanziabili partono da un minimo di 2mila euro ad un massimo di € 35mila per i progetti di microimpresa e da un minimo di 500 euro per i progetti di occupabilità consistenti in percorsi formativi che garantiscano uno sbocco occupazionale.

    La partecipazione economica della richiedente è compresa tra il 5-10% del valore del progetto e la restituzione dell'importo finanziato può avvenire fino a 5 anni ad un tasso di interesse EuroIRS (attualmente pari a 4.50% circa) + 0.50%. La concessione del prestito è condizionata alla frequenza obbligatoria di un breve corso di formazione gratuito.