Meccanismo di funzionamento del microcredito

Cerchiamo di riassumere brevemente i congegni su cui tale meccanismo si basa

  1. per l'accesso al microcredito non sono richieste le tradizionali  garanzie economiche;

  2. i finanziamenti vengono erogati a gruppi composti da poche persone, in modo da creare un gruppo responsabile, il "Solidarity Group" o "gruppo di solidarietà". Fondamentale è il rapporto di fiducia che si stabilisce tra gli erogatori del prestito e i gruppi e fra i debitori ed il gruppo di solidarietà a cui essi appartengono. E' evidente la transizione dalle classiche garanzie economiche ad un modello innovativo basato su quelle che vengono definite "garanzie sociali" per la concessione di un prestito;

  3. se un componente del gruppo di solidarietà non può restituire la somma concessagli potrà fare affidamento sugli altri membri del gruppo. La possibilità di inadempienze si riduce in ragione del forte vincolo personale che lega il debitore principale al gruppo di solidarietà  ed in conseguenza del fatto che  la mancata restituzione delle somme ricevute in prestito inibisce la possibilità di accesso al credito a tutti gli altri membri del gruppo di solidarietà;

  4. la scadenza del prestito è su base annuale, ma con rimborso in piccole quote a cadenza settimanale o quindicinale,  da pagare a cominciare dal periodo immediatamente  successivo all'erogazione del prestito. Si evita il rimborso in un' unica soluzione perché spesso la cifra accumulata (maggiorata anche degli interessi)  mette  i debitori nella condizione di non riuscire a restituire il  debito a fine anno. I piani di rientro modulati a cadenza settimanale (o quindicinale) diminuiscono il peso del servizio del debito  e responsabilizzano maggiormente  i debitori;

  5. gli interessi sono spesso alti e ciò spiega la auto-sostenibilità dei progetti di microcredito (anche se su questo aspetto non poche critiche, come vedremo,  vengono mosse al sistema). In talune aree si arriva sino al 20%, ma si tratta, comunque, di tassi  inferiori a quelli bancari previsti per le fasce più povere (soggetti non bancabili con poche o nessuna garanzia reale)  o a quelli del “mercato nero dell'usura”;

  6. i prestiti erogati nell'ambito del microcredito sono generalmente finalizzati alla realizzazione di  progetti di micro imprenditorialità piuttosto  che all'assistenza sociale o alla pura beneficenza e  favoriscono la diffusione di una nuova cultura economica (specie nelle zone  arretrate del mondo) più incline al binomio "iniziativa privata - sostegno dell'investimento". Questo approccio dovrebbe portare  i privati cittadini ad essere più intraprendenti e gli istituti di credito ad orientarsi verso obiettivi di servizio sociale (supporto dell'economia reale) più che ad avulsi  target  di crescita finanziaria (spesso avida, incontrollata e foriera di sventure globali come, negli ultimi tempi, molti di noi hanno avuto modo di constatare sulla propria pelle ).

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  • rosarina 21 maggio 2009 at 06:54

    A VITERBO NASCE LO SPORTELLO PER IL MICROCREDITO SOCIALE PER LE DONNE

    Debutta a Viterbo giovedì 21 maggio lo Sportello Microcredito sociale della Fondazione Risorsa Donna, grazie all'accordo siglato con il Comitato per la Promozione dell'Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Viterbo.

    Ogni primo e terzo giovedì del mese lo Sportello, nella sede dell'Ente camerale in via Fratelli Rosselli n. 4, le donne aspiranti o neo imprenditrici interessate a realizzare un progetto di lavoro autonomo e a qualificarsi professionalmente potranno ricevere informazioni per l'accesso al microcredito sociale.

    L'iniziativa prevede la divulgazione e l'implementazione del microcredito sociale come strumento innovativo di educazione alla gestione del risparmio ed opportunità di formazione e di crescita anche personale per soggetti in difficoltà nell'accesso al credito che intendono, singolarmente o in associazione tra loro, sviluppare attività economiche o progetti finalizzati all'occupabilità.

    “In una fase delicata come questa - dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo - l'imprenditoria femminile si rivela ancora più debole e la possibilità di ricorrere a uno strumento concreto e diretto come il microcredito per avviare nuove attività può rivelarsi una valida alternativa per favorire l'accesso al credito”.

    “Del resto - aggiunge Paola Barbieri, presidente della Fondazione Risorsa Donna - il microcredito ha dimostrato essere uno strumento molto efficace nella lotta all'esclusione sociale, in particolare delle donne, fornendo loro una concreta opportunità di auto impiego”.

    Gli importi finanziabili partono da un minimo di 2mila euro ad un massimo di € 35mila per i progetti di microimpresa e da un minimo di 500 euro per i progetti di occupabilità consistenti in percorsi formativi che garantiscano uno sbocco occupazionale.

    La partecipazione economica della richiedente è compresa tra il 5-10% del valore del progetto e la restituzione dell'importo finanziato può avvenire fino a 5 anni ad un tasso di interesse EuroIRS (attualmente pari a 4.50% circa) + 0.50%. La concessione del prestito è condizionata alla frequenza obbligatoria di un breve corso di formazione gratuito.