La filosofia del microcredito

Uno dei punti centrali dela filosofia del microcredito è che si devono aiutare i poveri a provvedere a se stessi.  "Non concedere  l'elemosina quando un mendicante ti tende la mano, perché quello non sarebbe un aiuto, al contrario innescherebbe un circolo vizioso" è solito ripetere Muhammad Yunus.

Circa trent’anni fa, quando  cominciò a concedere  prestiti alle donne povere del Bangladesh, Muhammad Yunus si era  rivolto anche alle banche. Ma queste risposero, sprezzanti,  che non potevano erogare  prestiti a soggetti evidentemente non solvibili.

Nel 2009  un destino "cinico e baro" per i banchieri (ma equo e solidale  per chi scrive)  ha ribaltato la situazione:  il microcredito, che non si avvale di garanzie, né di avvocati, né di società di recupero crediti,  funziona benissimo in tutto il mondo con  circa 150 milioni di individui che ne fanno ricorso.  La remissione dei debiti  è elevatissima:  quasi al 100%.

I canali di credito tradizionale, invece,  arrancano in una condizione di stallo e di stretta creditizia. Ricevono immensi fondi statali che non sono in grado di reinserire  nel circuito  economico. Sono le grandi banche, quelle che richiedono grandi garanzie, quelle che si avvalgono dei migliori avvocati, che concedono finanziamenti miliardari  ai "paperoni" del globo, sono queste le banche che non riescono a farsi restituire  i crediti erogati.

Ma allora, chi è  veramente solvibile? Le prove sono decisamente a favore dei poveri.

Gran parte del successo del microcredito è probabilmente dovuto al semplice meccanismo pensato per il suo funzionamento.

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  • rosarina 21 maggio 2009 at 06:54

    A VITERBO NASCE LO SPORTELLO PER IL MICROCREDITO SOCIALE PER LE DONNE

    Debutta a Viterbo giovedì 21 maggio lo Sportello Microcredito sociale della Fondazione Risorsa Donna, grazie all'accordo siglato con il Comitato per la Promozione dell'Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Viterbo.

    Ogni primo e terzo giovedì del mese lo Sportello, nella sede dell'Ente camerale in via Fratelli Rosselli n. 4, le donne aspiranti o neo imprenditrici interessate a realizzare un progetto di lavoro autonomo e a qualificarsi professionalmente potranno ricevere informazioni per l'accesso al microcredito sociale.

    L'iniziativa prevede la divulgazione e l'implementazione del microcredito sociale come strumento innovativo di educazione alla gestione del risparmio ed opportunità di formazione e di crescita anche personale per soggetti in difficoltà nell'accesso al credito che intendono, singolarmente o in associazione tra loro, sviluppare attività economiche o progetti finalizzati all'occupabilità.

    “In una fase delicata come questa - dichiara Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio di Viterbo - l'imprenditoria femminile si rivela ancora più debole e la possibilità di ricorrere a uno strumento concreto e diretto come il microcredito per avviare nuove attività può rivelarsi una valida alternativa per favorire l'accesso al credito”.

    “Del resto - aggiunge Paola Barbieri, presidente della Fondazione Risorsa Donna - il microcredito ha dimostrato essere uno strumento molto efficace nella lotta all'esclusione sociale, in particolare delle donne, fornendo loro una concreta opportunità di auto impiego”.

    Gli importi finanziabili partono da un minimo di 2mila euro ad un massimo di € 35mila per i progetti di microimpresa e da un minimo di 500 euro per i progetti di occupabilità consistenti in percorsi formativi che garantiscano uno sbocco occupazionale.

    La partecipazione economica della richiedente è compresa tra il 5-10% del valore del progetto e la restituzione dell'importo finanziato può avvenire fino a 5 anni ad un tasso di interesse EuroIRS (attualmente pari a 4.50% circa) + 0.50%. La concessione del prestito è condizionata alla frequenza obbligatoria di un breve corso di formazione gratuito.