Concetto di abitazione principale per la detrazione interessi passivi - Vincoli temporali fra stipula del mutuo ed acquisto immobile

Il beneficio va fruito secondo il criterio di cassa: le rate, cioè, si detraggono solo nell'anno d'imposta in cui vengono pagate, a prescindere dalle diverse scadenze che risultano dal piano di ammortamento convenuto con il mutuante (analogo criterio vale per gli oneri accessori).

A pena della perdita del diritto alla detrazione, il mutuo va stipulato non oltre 12 mesi precedenti o successivi all'acquisto dell'unità immobiliare. Un ulteriore vincolo temporale prevede che l'immobile venga adibito ad abitazione principale entro 12 mesi dall'acquisto. Si considera abitazione principale (nel contesto detrazioni IRPEF e non in quello IMU) l'abitazione in cui il contribuente o i suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) dimorano abitualmente.

La dimora abituale non deve necessariamente coincidere con la residenza anagrafica (in tal senso si vedano la circolare 304/1997 e la risoluzione 351/E/2008). Il contribuente può in ogni caso autocertificare, in sede di un eventuale controllo, l'abitualità della propria dimora. Anche nel caso di un ricovero permanente del contribuente in casa di riposo o centro di assistenza sanitaria si conserva il diritto a detrarre gli interessi passivi. In questa circostanza, tuttavia, l'immobile non può essere locato.

La dimora abituale non si considera variata se il contribuente si trasferisce per motivi di lavoro; egli mantiene così il diritto alla detrazione (anche qualora dovesse cedere l'abitazione in locazione: circolare 15/E/2005).

17 gennaio 2013 · Giorgio Valli

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  • Marzia Ciunfrini 14 maggio 2012 at 06:49

    Beneficiari della detrazione possono essere soltanto coloro che, contemporaneamente, siano titolari del contratto di mutuo e della proprietà dell'immobile. È stato escluso (istruzioni a Unico Pf/730) che l'usufruttuario possa conseguire la detrazione, in quanto non acquista la proprietà del bene. Il beneficio fiscale, quindi, compete soltanto al nudo proprietario che potrà assumere come base di calcolo gli interessi rapportati all'intero valore dell'immobile, ancorché una parte di questo valore sia riferita al diritto reale dell'usufruttuario (circolare 20/E del 13 maggio 2011).

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