Arbitro bancario finanziario » La natura dell'ABF

Va subito detto che l'Arbitro Bancario Finanziario non è un giudice che può pronunciare una sentenza o un provvedimento obbligatorio che fa stato tra le parti (il cliente e la banca), dotati quindi dei mezzi pubblici di esecuzione (né un “lodo” arbitrale, ovvero una decisione emanata da un collegio di arbitri costituito dalle parti in lite tra loro, secondo le norme del codice di procedura civile), i quali consentono alla parte vittoriosa di compiere atti di esecuzione sul patrimonio della parte soccombente, qualora questa non adempia alla decisione assunta dal giudice.

L'ABF è invece un organismo indipendente e imparziale, stragiudiziale, al quale può rivolgersi solo il cliente (dopo aver tentato di risolvere la propria contestazione tramite un reclamo alla banca), abilitato dalla legge ad emettere una valutazione decisionale tra il cliente ricorrente e la banca resistente, secondo i principi del diritto. Per queste sue caratteristiche, l'Arbitro Bancario Finanziario fa parte di quell'insieme di organismi o meccanismi di amichevole composizione delle liti tra privati, alternativi al ricorso al giudice ordinario, conosciuti dai tecnici della materia con l'acronimo di lingua inglese - viste le esperienze maturate nei paesi e dagli ordinamenti anglosassoni - ADR (Alternative Dispute Resolution).

Questo sua “debolezza” nel sistema giuridico italiano (rispetto ai giudici ordinari e alle sentenze che questi possono emettere) non deve però trarre in inganno, né, di conseguenza, sminuire l'essenza dell'Arbitro Bancario Finanziario.

L'ABF infatti, proprio secondo i commentatori e gli studiosi della materia, e anche per il mondo degli operatori bancari, è un rapido rimedio preventivo rispetto alla vera e propria lite in giudizio (che quasi sempre non segue nemmeno) per le contestazioni in materia bancaria e finanziaria, capace di evitare alle parti le spese, gli incombenti e i tempi della causa ordinaria. E ciò sulla base di un anticipato parere, secondo diritto, reso da esperti indipendenti, sulla contestazione in essere, alle quali le banche, per disposizione di legge, e per volontà e con il forte supporto della Banca d'Italia (cui spetta appunto vigilare sul corretto agire delle banche e degli intermediari finanziari), devono conformarsi.

E' quindi, per tale ragione, una via per addivenire al regolamento di una contestazione banca-cliente, alternativa alla causa in tribunale.

Vale solo la pena di precisare che l'Arbitro Bancario Finanziario non è l'unico ADR conosciuto dal legislatore italiano (dei quali invero non si occupano queste righe) ma certamente uno dei più importanti, a dispetto della sua breve esperienza, formatasi, è il caso proprio di dirlo, contestualmente alle ultime novità nel diritto bancario (quelle di radice europea, come la riforma dei servizi di pagamento e del credito al consumo, o quelle più tipicamente italiane, come le remunerazioni sugli affidamenti e gli sconfinamenti in conto corrente, e il diritto delle banche alla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali), in assenza quindi di precedenti giurisprudenziali.

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