Antiusura, consulente arrestata - la fondazione umbra è stata depredata

Settantadue ore dopo le perquisizioni domiciliari che la Guardia di Finanza aveva compiuto all'alba di lunedì, dal Gico è stata arrestata Claudia Pasqua, ex consulente della ‘Fondazione umbra contro l'usurà iscritta da maggio nel registro degli indagati della procura di Firenze con le accuse di peculato e falsità materiale.

La donna, 43 anni, è originaria di Torgiano ma ha lo studio professionale a Ponte San Giovanni, nell'immediata periferia perugina. Ieri per la professionista - che aveva creato una società di recupero crediti a gestione familiare - è scattato il sequestro di beni per un valore di tre milioni di euro: una ‘Smart', un suv ‘Bmw', due ville con giardino e piscina a Torgiano, un'altra in Costa Smeralda, tre garage, un paio di moto e 11 orologi di lusso fra cui Rolex Daytona trovati in cantina (valore 100mila euro) e quote di due società.

Non si ferma dunque l'inchiesta delle fiamme gialle coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Soresina e dal sostituto Giuseppe Bianco, in cui la Fondazione antiusura è parte lesa. Proprio perchè il presidente dell'organismo Piero Cenci è un magistrato, presidente del Tribunale dei minori di Perugia, gli incartamenti erano passati dall'ufficio del sostituto procuratore di Perugia Giuliano Mignini al palazzo di via Strozzi a Firenze; da dove era stata inoltrata al gip fiorentino Dania Mori la richiesta di misura cautelare nei confronti della commercialista, da ieri mattina rinchiusa nel carcere di Sollicciano.

Le recenti perquisizioni domiciliari anche a "persone legate da vincoli familiari e lavorativi" alla donna lasciano intendere però che le attenzioni investigative del Gico non si limitano all'attività della professionista, ma potrebbero interessare anche altre persone a lei "direttamente o indirettamente riconducibili". Anche se al momento da parte degli inquirenti arrivano conferme che sul libro degli indagati è iscritto per ora solo il nome della donna arrestata.

Il comandante del Gico di Perugia, Fabrizio Marchetti, ieri ha spiegato il meccanismo architettato dalla consulente, rimossa dall'incarico a settembre quando hanno preso impulso le indagini per le ripetute irregolarità e gli ammanchi nelle dotazioni di fondi pubblici affidati alla fondazione. La commercialista, definita dagli investigatori il vero e proprio ‘dominus’ nella gestione dei fondi, secondo la pubblica accusa avrebbe falsificato la firma del presidente Cenci, sulla documentazione necessaria per il rilascio dei prestiti di cui l'ente si faceva garante.

In altre parole riusciva a far confluire sui propri conti correnti migliaia di euro pagati mensilmente dagli imprenditori beneficiari trappole della ‘piovrà . Dopo qualche mese che la banca aveva concesso il prestito all'imprenditore in difficoltà, la Pasqua ‘dirottavà la rata del mutuo sul proprio conto corrente bancario facendo apparire insolvente (nei confronti dell'istituto di credito) il commerciante. E in questo modo era la Fondazione, che si faceva garante del prestito, a dover saldare il debito con la banca, mentre i commercianti ignari continuavano a pagare, convinti di dover ancora estinguere il mutuo, in alcuni casi anche perdendo il conto del numero delle rate.

Con questo metodo la consulente per 7 o 8 anni - hanno riferito gli investigatori - avrebbe riscosso indebitamente una parte dei soldi di oltre un centinaio dei piccoli artigiani che si erano rivolti alla Fondazione per cercare sostegno; sono in corso verifiche per scoprire se il tasso praticato era più alto di quello delle banche. Claudia Pasqua avrebbe anche ricevuto denaro in contanti e avrebbe fatto firmare cambiali e assegni in bianco, un ‘truccò andato avanti fino a quando i conti correnti della Fondazione si sono completamente prosciugati perchè l'ente si trovava a pagare per soggetti del tutto sconosciuti.

La donna era entrata nella Fondazione come dipendente, ma nel tempo si era conquistata la ‘fiducià dei tanti a cui non creava ostacoli per la concessione del credito, fino a ‘ritagliarsì il ruolo di consulente. Nel frattempo anche lo stipendio mensile di duemila euro era lievitato arbitrariamente fino a raddoppiare: Presto l'interrogatorio di garanzia. Claudia Pasqua è difesa dall'avvocato Giuseppe Innamorati.

di Enzo Beretta

25 luglio 2008 · Patrizio Oliva

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  • Fondazione Umbra Anti Usura 29 luglio 2008 at 17:02

    La Fondazione umbra contro l'usura tiene a chiarire che, in merito alle vicende che hanno coinvolto una sua consulente, si ritiene parte lesa. Lo ha detto il vice presidente della Fondazione, Lucio Di Stefano, durante una conferenza stampa convocata proprio per fare chiarezza dopo l'arresto della commercialista Claudia Pasqua, accusata di peculato e falsità materiale.

    “Già dal 1 settembre 2007 - ha sottolineato Di Stefano, intervenuto in sostituzione del presidente della Fondazione, da qualche tempo dimissionario per motivi di salute - avevamo individuato alcune irregolarità, poi sfociate in una denuncia in dicembre. Un controllo interno aveva evidenziato una attività extra-contabile parallela a quella dell'associazione. In molti casi - ha aggiunto - non si trattava nemmeno di persone che avevano avuto a che fare con la Fondazione. In questi mesi, sul caso, abbiamo dato tutta la nostra collaborazione alla Guardia di Finanza".

    “La Fondazione contro l'Usura è fondata sul volontariato", ha tenuto a far sapere il vicepresidente Di Stefano, rivolgendo un appello alle istituzioni per un rilancio dell'attività, frenata dalle ultime Finanziarie".
    Durante l'incontro è stato annunciato che la Fondazione provvederà il 5 agosto a nominare i nuovi organismi.