Antitrust, un call center contro gli abusi

L'Antitrust lancia l'allarme contro le pubblicità di prestiti e finanziamenti, reticenti sui costi e ingannevoli sui tempi di finanziamento, e tanto più pericolosi perchè diretti a chi spesso già si trova in difficoltà. Per combattere questi e altri comportamenti scorretti e abusi commerciali l'Autorità ha attivato da oggi un call center - numero verde 800.166.661, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14 - al quale è possibile rivolgersi per segnalare in tempo reale tutti i casi dubbi, e consentire quindi un intervento più tempestivo.

I settori più a rischio-inganni, da maggio 2005 a settembre di quest'anno. sono ancora quello delle comunicazioni (3.318.000 euro di sanzioni per 96 violazioni), delle diete e dei finti prodotti farmaceutici (1.906.500 euro di sanzioni per 84 violazioni), del turismo, industria e servizi (2.183.500 euro di sanzioni per 149 violazioni), mentre nell'ultimo anno sono fortemente aumentati i casi che hanno coinvolto il settore del credito e delle finanziarie (47 violazioni in tutto, 28 nel solo 2007, per un totale di 787.400 euro di sanzioni). A settembre, poi, sono entrati in vigore due nuovi decreti che hanno reso ancora più stringenti i vincoli in materia di messaggi pubblicitari e pratiche commerciali scorrette.

Slogan ingannevoli su tempi rapidi e prestiti sicuri per tutti - Da un'analisi dei dati degli ultimi interventi d'altra parte l'Antitrust ha verificato una crescita "allarmante" di forme di pubblicità ingannevole proprio nel settore dei finanziamenti fuori dal circuiti bancario. Si tratta di pratiche ancor più pericolose perchè - come rileva l'Authority - dirette a soggetti che, presumibilmente, versano in una situazione di particolare debolezza psicologica dovuta alle proprie condizioni economiche ed alla difficoltà di ricorrere ad altri canali di finanziamenti più tradizionali ed ufficiali.

Molte offerte sono caratterizzate da una grave mancanza di completezza e chiarezza delle informazioni a partire dal costo reale del finanziamento, ma anche per i tempi di erogazione e l'identità di chi lo eroga.

Spesso il messaggio pubblicitario lascia intendere che la finanziaria possa erogare direttamente il prestito mentre invece svolge solo una funzione di mediatore creditizio: chi chiede il denaro non ha dunque, al contrario di quanto lasciano credere le pubblicità, alcuna certezza sulla tempistica e sulla concreta possibilità di ottenere il prestito stesso, che dipende dall'ente erogante e non può quindi essere garantita. Per questo promesse come quella di avere il finanziamento in “tempi rapidi”, interpretate dai consumatori nel senso di poter ottenere ciò che tramite gli altri canali è loro precluso, sono state ritenute ingannevoli.

I costi oscuri del finanziamento - Secondo l'Antitrust, inoltre, i messaggi, anche se riportano una tabella con alcuni esempi di prestiti e relative rate di rimborso, spesso non indicano gli elementi essenziali da cui ricavare gli esatti costi del finanziamento. Il TAN e il TAEG, indicatori che consentono al consumatore di valutare e calcolare l'esatto importo dell'intera operazione finanziaria, sono riportati infatti, il più delle volte, con modalità tali da renderne impossibile la lettura. L'assenza di indicazioni puntuali sul TAEG, in particolare, non consente al consumatore di effettuare una valutazione adeguata della effettiva convenienza dell'offerta perché lo priva di uno strumento per conoscere il costo complessivo dell'operazione e cioè il costo comprensivo degli interessi e di tutti gli oneri da sostenere per la fruibilità del credito.

Sempre poco chiare le pubblicità dei servizi telefonici - Il principale settore di intervento dell'Antitrust, comunque, è sempre quello della telefonia fissa e mobile. Si tratta di un fenomeno particolarmente grave vista l'estrema varietà ed evoluzione delle offerte commerciali che generano disorientamento nel consumatore. L'Autorità ha individuato come principali carenze informative: i costi ‘mimetizzatì (i costi e le condizioni dell'offerta pubblicizzata che il messaggio omette); la mancata indicazione del livello tecnologico necessario per usufruire di alcuni servizi (necessità di verificare la copertura del segnale trasmissivo del servizio offerto, come nel caso dei servizi UMTS o per la visione della tv sul proprio cellulare); le offerte cosiddette ‘per semprè , ingannevoli perché in realtà è previsto un termine entro il quale il servizio, a quel prezzo, va utilizzato, e infine gli obblighi nascosti (ad esempio deve essere chiaro quando, per poter usufruire delle offerte o di un cellulare alle condizioni reclamizzate, bisogna aderire a determinati piani tariffari per un determinato periodo di tempo).

di Antonella Donati

15 novembre 2007 · Patrizio Oliva

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Commenti e domande dei lettori

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  • Bruno Rossaro 27 aprile 2011 at 05:05

    Informazioni interessanti.
    Nel caso personale mia moglie, indubbiamente malata di bulimia finanziaria, ha ottenuto, a mia insaputa,
    finanziamenti da almeno 2 finanziarie e da 2 banche per almeno 80000 euro, pur disponendo solo di una pensione di 1000 euro.
    La cosa curiosa (e legalmente credo assai scorretta) è che spesso compaio come coobbligato, senza saperne nulla !!!
    Sto cercando di tappare i buchi con estinzioni anticipate, ma anche qui mille paletti.

    • cocco bill 27 aprile 2011 at 05:18

      Ciao Bruno. Vieni a trovarci anche nel forum.

      A rileggerti.

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