Il pignoramento presso terzi rientra nella giurisdizione tributaria

Rientra nella giurisdizione tributaria la controversia promossa dal contribuente e che investa un pignoramento presso terzi, cioè un atto dell'esecuzione, che, a norma dell'articolo 2, comma 1, decreto legislativo 31 dicembre 1992, numero 546, come modificato dall'articolo 3-bis, comma 1, lettera a), del d.l. 30 settembre 2005, numero 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, numero 248, sarebbe escluso dalla giurisdizione del giudice tributario, quando l'oggetto della controversia sia costituito non da un atto dell'esecuzione, bensì dalla contestata fondatezza del titolo esecutivo, cioè delle cartelle esattoriali mediante le quali l'ente creditore abbia esercitato la pretesa tributaria che il contribuente ritenga non dovuta.[Cassazione, 5 luglio 2011, numero 14667]

Richiedi assistenza gratuita sugli argomenti trattati nell'articolo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su il pignoramento presso terzi rientra nella giurisdizione tributaria.

Commenti e domande dei lettori

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima autenticarti cliccando qui. Potrai anche utilizzare le icone posizionate in basso nel pannello di registrazione, che ti consentiranno l'accesso diretto con un account Facebook, Google+ o Twitter.

  • Ludmilla Karadzic 13 agosto 2012 at 09:29

    E' illegittima la cartella di pagamento se non viene notificato al contribuente l'avviso bonario con il rispettivo errore

    La Corte di cassazione, con la sentenza numero 13343 del 26 luglio scorso, ha accolto il ricorso proposto dall'amministrazione finanziaria.

    La ricorrente si duole del fatto che i giudici di appello abbiano condizionato l'esito del controllo automatizzato sulla dichiarazione ad una previa comunicazione al contribuente, attribuendo a tale comunicazione il carattere sostanziale di condizione di procedibilità, per quanto si fosse trattato di mera omissione o ritardo di versamento di quanto auto liquidato in dichiarazione.

    I giudici di legittimità ritengono manifestamente fondata la doglianza e affermano che la cartella esattoriale emessa in esito al controllo automatizzato sulla dichiarazione è lecita senza la notifica dell'avviso bonario solo se tale dichiarazione non contiene errori.
    Invece, nel caso in cui ve ne siano,la procedura di riscossione necessita dell'atto prodromico da trasmettere al contribuente.

    A fondamento di ciò, i giudici di Piazza Cavour, richiamano la pregressa giurisprudenza, secondo la quale “l'emissione della cartella di pagamento con le modalità previste dagli artt.36 – bis, comma 3, del d.P.R. n. 600 del 1973 (in materia di tributi diretti) e 54-bis, comma 3, del d.P.R. n. 633 del 1972 (in materia di IVA) non è condizionata dalla preventiva comunicazione dell'esito del controllo al contribuente, salvo che il controllo medesimo non riveli l'esistenza di errori essendovi, solo in tale ipotesi di irregolarità riscontrata nella dichiarazione, l'obbligo di comunicazione per la liquidazione d'imposta, contributi, premi e rimborsi”.

1 2 3