Alessandro Profumo ipse dixit: "UNICREDIT è solida e non ci sarà alcun aumento di capitale" [Commento 1]

  • karalis 7 ottobre 2008 at 12:24

    E il supermanager fa autocritica - Mercato sottovalutato

    Ieri Alessandro Profumo ha risposto in conferenza telefonica alle domande degli analisti. Ecco un estratto delle sue dichiarazioni.

    L'errore

    «Abbiamo sottovalutato le condizioni esterne di mercato, questo ci è assolutamente chiaro. Molto onestamente non prevedevamo, anche se qualcuno lo diceva, che ci sarebbe potuto essere il fallimento o il chapter 11 di una grande banca. E se oggi siamo qui a parlarne è perché abbiamo commesso errori di valutazione. La perfezione non è di questo mondo, continueremo a lavorare sul nostro posizionamento strategico».

    Le dimissioni

    «Non lascio la banca e non ho mai pensato di farlo nei giorni scorsi. Credo sia mio dovere stare vicino alle eccezionali persone che abbiamo, i nostri 180.000 colleghi, voglio stare al loro fianco»

    Le acquisizioni

    «Nella prima metà del 2007 quando il mondo sembrava tutto in rosa abbiamo realizzato delle acquisizioni, abbiamo utilizzato del capitale, pensiamo all'Ucraina, al Kazakhstan, alle minoranze di Hvb e Bank of Austria, pensiamo a Capitalia. In un momento che era, possiamo dire, il picco del ciclo. Col senno di poi sarebbe stato meglio aspettare».

    La crisi

    «E' in atto una turbolenza che non ha precedenti, se non nel 1929. Negli ultimi mesi abbiamo avuto un significativo peggioramento dello scenario di mercato, che ha portato la base di capitale a essere un bisogno ancora più forte per l'intero sistema bancario. Per mantenere la fiducia, tutte le banche hanno dovuto accelerare il rafforzamento del capitale per raggiungere ratios più robusti»

    Il messaggio

    «Il sistema italiano è solido e credo che questo sia un messaggio fondamentale. Occorre mantenere la fiducia e l'attenzione all'economia reale che è il vero problema per il futuro».

    La scelta

    «La decisione di ricapitalizzare Unicredit è stata presa nella tarda serata di venerdì scorso, 5 ottobre. Io e i colleghi non ci stavamo lavorando, venerdì notte abbiamo deciso di convocare il board per discutere l'ipotesi. Considerando il deterioramento del mercato nelle ultime due settimane abbiamo considerato che fosse importante uscire lunedì mattina con un segnale forte per i nostri dipendenti, i nostri clienti e i nostri azionisti».

    Mediobanca

    «La quota in Mediobanca è strategica. Atlantia? Non è un'attività core. Da Generali usciremo»

    dal Corriere della Sera

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