Guida in stato di ebbrezza: alcoltest nullo senza la presenza del proprio avvocato? » Sulla diatriba decidono le Sezioni Unite della Cassazione

Sospetta guida in stato di ebbrezza: nullità del test dell'etilometro senza la presenza del proprio legale? Sulla questione la decisione finale è rimandata alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

Ne avevamo parlato in un precedente articolo: se in caso di alcoltest per una persona in sospetta guida in stato di ebbrezza la polizia dimentica di avvertire l'automobilista della facoltà di farsi assistere, nell'immediatezza, da un legale di fiducia, la prova dell'etilometro è nulla.

La Corte di Cassazione, infatti, si era espressa in questo senso con la sentenza 29262/14.

Oggi, però, finisce davanti alle Sezioni unite la questione del diritto di difesa di chi viene sottoposto all'alcoltest.

Ciò perché, l'ordinanza 43847/14 della Suprema Corte solleva dubbi sul momento entro il quale l'automobilista può far valere la nullità dell'esame effettuato senza prima avvertirlo della possibilità di farsi assistere da un difensore.

Dunque, ad essere messo in discussione è solo l'accertamento condotto da agenti che hanno omesso di dare all'interessato questa informazione, che è resa obbligatoria dall'articolo 114 delle disposizioni attuative del Codice di procedura penale e di fatto è l'unica garanzia effettiva alla quale il conducente ha diritto.

In mancanza dell'avviso, infatti, come accennato, scatta la nullità della sanzione: ma, la stessa, può essere sanata se l'interessato non la deduce immediatamente.

Il nodo della questione è capire esattamente fino a quando questa nullità può essere fatta valere.

Finora, secondo giurisprudenza legittima, si sono contrapposti due diversi orientamenti.

La prima linea di pensiero afferma che l'eccezione di nullità può essere sollevata solo immediatamente dopo l'atto nullo, e cioè senza attendere che si arrivi al successivo atto del procedimento.

Una sentenza precisa che l'espressione immediatamente dopo fa riferimento al momento della nomina del difensore, per cui ci sarebbe tempo fino a cinque giorni dopo di essa.

L'ipotesi più garantista, invece, sostiene che si possa invece arrivare fino all'atto successivo all'alcoltest, che, di solito, è il decreto penale di condanna: in tale fattispecie proprio l'opposizione al decreto potrebbe sollevare la questione della nullità del test.

Ebbene, proprio su questo forte contrasto, gli Ermellini lasciano intendere che la prima interpretazione è la più aderente al Codice, chiarendo, però, che la seconda è più idonea a garantire un effettivo diritto di difesa come previsto dalla Costituzione.

Di qui la decisione di far intervenire le Sezioni unite per dirimere il conflitto tra Codice e Costituzione.

22 ottobre 2014 · Andrea Ricciardi

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