Cosa cambia in sostanza per i consumatori con l'attuazione delle procedure ADR per la risoluzione delle controversie

Ma in sostanza, cosa cambia per i consumatori con l'attuazione delle procedure ADR per la risoluzione delle controversie? Cerchiamo di chiarire la questione nel paragrafo successivo.

In sostanza, in futuro, se vorrai contestare, al rivenditore di elettrodomestici la lavatrice che non funziona o, alla catena di centri commerciali, il nuovo smartphone che si è rotto dopo pochi giorni, se avrai da ridire nei confronti del professionista per il servizio di qualità scadente che ti è stato erogato, se vorrai ottenere il risarcimento dal mediatore mobiliare per un investimento sbagliato o poco trasparente non dovrai più ricorrere né al tribunale, né a un avvocato.

Infatti, come ampiamente chiarito, il Governo ha varato un decreto legislativo, ancora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che istituisce le nuove procedure alternative per la risoluzione delle controversie in favore dei consumatori: si tratta di misure alternative, ovviamente, rispetto al giudice e alla causa tradizionale.

Nella terminologia tecnica si chiamano Adr (alternative dispute resolution) e trovano la loro fonte in una direttiva europea di qualche anno fa che il Governo si è finalmente deciso ad attuare in Italia, tramite la modifica del codice del consumo.

Ma praticamente, chi può rivolgersi agli organismi Adr?

Possono rivolgersi ai mediatori ADR esclusivamente i consumatori. Pertanto, non può azionare un Adr un'azienda nei confronti del proprio fornitore: solo Il professionista che agisca come consumatore può ricorrere agli Adr (si pensi all'avvocato che acquista il cellulare per uso promiscuo).

Peraltro, gli Adr possono essere attivati in tutti i casi di controversie concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti di vendita o di servizi tra professionisti stabiliti nell'Unione europea e consumatori residenti nell'Ue.

Le caratteristiche del procedimento davanti agli Adr sono di volontarietà, rapidità, efficacia, economicità, equità, trasparenza.

Pertanto, il procedimento dovrà avere una durata massima di 90 giorni e dovrà essere gratuito o disponibili a costi minimi per i consumatori. La procedura verrà poi determinata dal singolo organismo secondo le regole interne, nel rispetto della legge.

I procedimenti disciplinati dalla nuova normativa saranno volontari: resta quindi facoltà del consumatore procedere per la via “tradizionale”, con la causa in tribunale. In ogni caso le parti che avranno scelto per la procedura Adr potranno sempre decidere di ritirarsi in qualsiasi momento.

I procedimenti potranno svolgersi anche in via telematica.

L'organismo avrà la possibilità di proporre una soluzione tra le parti o riunire queste ultime al fine di agevolare una soluzione amichevole (rientra in questo ambito anche la mediazione per la materia del consumo).

L'organismo Adr dovrà indicare se risolvere le controversie in base a disposizioni giuridiche, considerazioni di equità, codici di condotte o altri tipi di regole.

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