Adeguamento ISTAT del canone di locazione

L'adeguamento Istat del canone di locazione, in particolare, è quello che più di ogni altro pesa sulle tasche della popolazione, essendo elevata la percentuale di coloro i quali vivono in affitto. Va detto che l'eventuale aumento del canone non si ripercuote per forza sull'inquilino.

Sarà di volta in volta l'affittante a decidere se assorbire l'aumento o alzare in proporzione il canone. Questa scelta deve rispettare in ogni caso l'adeguamento annuo, il cui calcolo può essere effettuato dal commercialista, da uno studio legale o tramite software disponibili in rete. L'adeguamento non si paga una tantum ma va a modificare la rata di affitto mensile.

L'adeguamento sul canone di locazione cambia a seconda del contratto. Per chi ha stipulato un contratto concordato, il tipico 3+2, la legge prevede un adeguamento annuale al 75% della rivalutazione Istat. Per chi invece ha stipulato un contratto libero, 4 + 4 anni, l'aumento Istat applicabile è pari al 100% della rivalutazione. Per le locazioni ad uso diverso dall'abitazione (uffici, negozi, depositi, box auto) l'adeguamento annuale, salvo contratti superiori a 6 anni, rimane fissato al 75%.

A scanso di contestazioni, è opportuno che la modalità di calcolo dell'adeguamento venga riportata nel contratto.

6 dicembre 2013 · Giorgio Valli

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