Acquistare beni con carte revolving è come ottenere un finanziamento rateale? Assolutamente no!

Recentemente ho comprato un televisore presso una grande catena commerciale ed ho notato, con mia grande sorpresa, che lo sconto del 20% era riservato solo a quanti accendevano un finanziamento, ad interessi zero, con FINDOMESTIC.  Pagando in contanti bisognava corrispondere il prezzo pieno del televisore. Giorni fa la stessa FINDOMESTIC mi ha inviato una CARTA AURA nominativa (peraltro mai richiesta) allegando ad essa una brochure pubblicitaria in cui mi si invoglia ad utilizzare la carta revolving asserendo che essa costituisce, in pratica, l'evoluzione dell'antiquato strumento di pagamento a rate. Mi consigliate di attivarla? Un grazie per il vostro prezioso contributo da Marcella Manenti, Pula (CA)

Le “carte revolving” costituiscono  l'ultima frontiera del debito e di chi ha il conto in rosso, l'altra faccia del credito al consumo che tra il 2006 e il 2008 ha fatto registrare un vero e proprio boom con 12 milioni di sottoscrizioni ma anche un esercito di “indebitati”.

La carta revolving mette a disposizione del titolare una certa liquidità da spendere nell'immediato: dalla spesa al supermercato al pieno di benzina, ma nasconde costi e commissioni che, alle volte, si rivelano eccessivi.

La differenza rispetto ad una carta di credito tradizionale è che il pagamento del bene acquistato con essa non avviene subito  ma  in un periodo più lungo, concordato nel contratto stipulato. Quindi si compra subito ma si paga dopo con l'obbligo di saldare il debito a tassi d'interesse che oggi sono arrivati a sfiorare il 17-20 per cento.

Quando si  richiede (o viene offerta, come nel caso di Marcella) una carta di credito revolving dovrebbe essere opportuno valutare  attentamente il costo effettivo legato al possesso e all'utilizzo dei servizi che questa  mette a disposizione.

Ma è assolutamente impossibile  capire quanto costa realmente, in quanto le voci di spesa sono numerose (spese per interessi, spese annuali, spese di incasso rata), e non sono facilmente integrabili in una misura di costo unica.

In pratica la revolving prevede i medesimi servizi della carta a saldo, ma ha la caratteristica di “contenere” un affidamento, vale a dire un prestito. In altre parole, questa carta offre la possibilità di spendere del denaro indipendentemente dai fondi disponibili sul conto corrente e di ripagare ratealmente il proprio debito.

Un vero business per le banche se si pensa che i costi a carico dell'utente si rivelano piuttosto esosi.  Il Taeg - ovvero l'interesse effettivo - è mediamente del 19,30% secondo i dati resi noti dall'associazione di consumatori Altroconsumo.

Noi di Recuperare Credito abbiamo da sempre cercato di mettere in guardia i concittadini contro i pericoli finanziari derivanti dall'utilizzo di carte revolving.

Ma, come nel caso segnalato dalla lettrice Marcella,  c'è ancora chi ritiene, o cerca di far passare il messaggio,  che l'utilizzo della carta revolving altro non è che l'evoluzione del sorpassato acquisto a rate.

La differenza invece è enorme. La carta revolving permette non l'acquisto di un bene a rate, ma l'acquisto a rate di tutti i beni oggetto della nostra spesa. Nel primo caso, si è in grado di valutare l'impegno finanziario della rata. Con la revolving non si è assolutamente in grado di qualificare il peso finanziario delle spese che si vanno cumulando nel tempo.

Con il vecchio acquisto a rate si era in grado di qualificare la quota aggiuntiva di carico sul reddito guadagnato. Con la carta revolving la valutazione non è possibile: finché il massimale non è raggiunto e finché si paga la quota, nessuno farà osservazione. Quando questa arriverà non sarà possibile chiudere il contratto se non pagando somme molto alte.

28 febbraio 2009 · Antonio Scognamiglio

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Commenti e domande dei lettori

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  • Carte revolving per finanziamenti 14 luglio 2010 at 14:50

    Ma le carte revolving quindi vengono offerte a chiunque, senza controllare prima la capacità di rimborso di un soggetto? pensavo che per richiederne una occorresse al contrario presentare un'apposita documentazione.

    • c0cc0bill 14 luglio 2010 at 14:56

      A chiunque no. Sono esclusi cattivi pagatori e protestati.

      Per il resto basta avere uno stipendio e la carta revolving è assicurata.

      Nessuna procedura per verificare la capacità di spesa del titolare della carta ed in quale misura il suo stipendio sia assorbito da precedenti obbligazioni assunte (mutuo, finanziamenti di credito al consumo, cessioni del quinto ecc...).

      L'unico limite è il plafond di spesa, in genere molto ampio.

      C'è da aggiungere, tuttavia, che non esiste in Italia alcuna legge per la prevenzione del sovraindebitamento che stabilisca, nei confronti di chi ne faccia richiesta, ulteriori requisiti per la concessione della carta revolving.