La caparra confirmatoria

La caparra confirmatoria è prevista dall'articolo 1385 del Codice Civile, dove è stabilito che: Se al momento della conclusione (1326) del contratto una parte dà all'altra, a titolo di caparra, una somma di danaro o una quantità di altre cose fungibili, la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta (1194).

Se la parte che ha dato la caparra inadempiente (1218), l'altra pu recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra pu recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra (1386,1826; att. 164).

Se per la parte che non inadempiente preferisce domandare l'esecuzione o la risoluzione (1453 e seguenti) del contratto, il risarcimento del danno regolato dalle norme generali (1223 e seguenti; att. 164).

Quindi, la caparra, consiste nell'assegnare ad una parte, a conclusione del contratto, una somma di denaro, che in caso di adempimento deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta e non è soggetta ad IVA.

Nel caso, però, in cui una delle parti venga meno agli impegni presi, ha la funzione di risarcimento senza che si debba fornire la prova del danno subito.

Infatti, in caso di inadempimento dell'acquirente, come un rifiuto ad acquistare, la caparra confirmatoria versata può essere trattenuta dal venditore a risarcimento del danno subito.

Se inadempiente, invece, è il venditore, ad esempio se si rifiuta di vendere, l'acquirente può richiedere la restituzione del doppio della caparra versata.

L'alternativa è quella di rivolgersi al giudice per costringere la parte a rispettare l'impegno assunto.

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Commenti e domande dei lettori

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  • Alex Gaudy 23 dicembre 2015 at 13:24

    Buongiorno,
    proprio in merito all'articolo trattato, ho un problema con il ristorante in cui dovevo svolgere il ricevimento di nozze.
    Purtroppo non sono riuscito a sposarmi perché sono stato operato d'urgenza per un'appendicite con peritonite la settimana prima.
    Il ristorante dove dovevamo fare il ricevimento a fine Dicembre chiude e non potendo spostare la data al nuovo anno vuole trattenere l'acconto (non ha mai usato la parola caparra).
    Il tutto era stato fatto in modo amichevole, non c'è un contratto scritto, ma solo una mail e la mia accettazione verbale al telefono.
    Noi comunque volevamo riconoscere qualcosa per la sala (500€ ) ma non è stato accettato.
    Come posso comportarmi ora? Posso rivalermi in qualche modo?

    Grazie
    Alessandro

    P.S. Per mia comodità ho dato più del dovuto di quanto richiesto(1000€ invece di 770€) visto che il saldo lo voleva in contanti (acconto versato con un bonifico), alla mia richiesta di restituirmi almeno di 230€ mi è stato risposto che erano cavoli miei che ne avevo dati di più.

    • Simone di Saintjust 23 dicembre 2015 at 16:56

      L'articolo in commento parla di acconto e caparra confirmatoria a conclusione di un contratto scritto nel quale vengono regolate le eventuali inadempienze di parte. In una situazione come la sua, in cui sono intervenuti esclusivamente accordi verbali, risulta difficile accampare qualsiasi pretesa restitutoria.