Microcredito per famiglie in difficoltà – accordo ABI e Conferenza Episcopale Italiana

Accordo quadro per un programma nazionale di microcredito rivolto alle famiglie in difficolta’ a seguito della crisi economica tra la Conferenza Episcopale Italiana (di seguito CEI) rappresentata da S.Em. Cardinale Angelo Bagnasco e l’Associazione Bancaria Italiana (di seguito ABI) con sede legale in Roma, rappresentata dall’Avv. Corrado Faissola

PREMESSO CHE

  1. il Consiglio Permanente della CEI, riunitosi a Roma dal 23 al 26 marzo 2009, considerata la gravità e l’ampiezza della crisi finanziaria ed economica in atto, ha deliberato la costituzione di un fondo di garanzia a sostegno delle famiglie numerose o gravate da malattia o disabilità che abbiano perso ogni fonte di reddito così come individuate nell’Allegato A del presente Accordo quadro;
  2. attraverso tale iniziativa esso si propone di favorire le famiglie nella possibilità di ottenere dall’industria bancaria un prestito in tranche mensili per dodici o ventiquattro mesi, da restituire a condizioni di favore quando avranno ritrovato il lavoro;
  3. gli importi così finanziati sono finalizzati a consentire alle famiglie beneficiarie di far fronte alle spese per la casa ed alle necessità di vita più impellenti;
  4. l’ABI, nella sua funzione di rappresentanza dell’industria del credito e fatta salva la decisione di ciascuno degli intermediari di aderire in concreto all’iniziativa, condivide le condizioni generali di operatività di tale fondo di garanzia come deliberato nella riunione del Comitato Esecutivo del 22 aprile 2009;

si conviene quanto segue

Art. 1 – Oggetto

  1. E’ istituito dalla CEI un Fondo di garanzia (da ora in poi denominato “Fondo”) finalizzato a favorire l’accesso al credito alle famiglie che si trovino in situazione di difficoltà economica e finanziaria.
  2. La dotazione patrimoniale iniziale del Fondo, apportata anche da soggetti diversi dalla CEI, è di almeno 30 milioni di euro, e potrà essere integrata con successivi contributi. La gestione del Fondo è affidata dalla CEI ad un soggetto terzo (di seguito: “Gestore”), appartenente a primario gruppo bancario.
  3. Il Fondo garantisce un importo totale di finanziamenti in funzione di un moltiplicatore della dotazione patrimoniale dello stesso Fondo regolato da apposita convenzione tra la CEI ed il Gestore. Tale moltiplicatore non potrà in ogni caso essere inferiore a 3 e superiore a 10. Nei primi tre anni dall’avvio dell’operatività del Fondo il moltiplicatore non potrà superare il valore di 3 e potrà aumentare annualmente per un massimo di 2 unità solo qualora le insolvenze annue registrate siano inferiori al 5%.

Art. 2 – Ammissibilità e tipologia dei finanziamenti

  1. Sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti, erogati dalle banche convenzionate, alle famiglie con i requisiti indicati nell’Allegato A, parte integrante del presente Accordo.
  2. I finanziamenti sono destinati a quei richiedenti – tra coloro aventi i requisiti di cui al comma precedente – che abbiano un progetto per:
    • il reinserimento lavorativo;
    • l’avvio di un’attività imprenditoriale.
  3. I finanziamenti ammissibili alla garanzia del Fondo hanno un importo non superiore a 6 mila euro e vengono erogati in tranche successive pari a 500 euro mensili, ovvero secondo altre modalità concordate tra banca e cliente.
    Tale finanziamento potrà essere esteso, con nuova delibera, fino ad un massimo di ulteriori 6 mila euro qualora ve ne siano le condizioni e comunque non prima di una verifica di fattibilità da parte della banca, da realizzarsi dopo dodici mesi dalla concessione del primo finanziamento.
  4. Il tasso annuo effettivo globale (TAEG) applicato ai finanziamenti di cui al comma 1 non potrà essere superiore al tasso effettivo globale medio (TEGM) sui prestiti personali, pubblicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ai sensi della legge 108/1996, decurtato del 50%.
  5. Il piano di rimborso, per ciascun finanziamento deliberato, decorrerà trascorsi 12 mesi dalla delibera e con una durata massima di 5 anni
  6. Non si applicano al finanziamento penali di estinzione anticipata.

Art. 3 – Adesione da parte delle singole banche

  1. Le banche interessate a richiedere la garanzia a valere sul Fondo di cui all’articolo 1 devono aderire al presente accordo inviando la propria decisione di adesione all’ABI e alla CEI.
  2. Con la adesione di cui al comma 1 sono indicate da ciascuna banca le caratteristiche e il costo massimo dell’operazione di finanziamento offerto tenuto conto di quanto stabilito all’articolo 2 comma 4 e l’accettazione delle regole di gestione del Fondo previste dal presente Accordo Quadro.
  3. L’elenco delle banche aderenti e le relative condizioni di finanziamento offerte ai sensi del comma 2 sono pubblicate nel sito internet dell’ABI (www.abi.it).
  4. Resta facoltà della banca aderente l’erogazione del finanziamento di cui al precedente art. 2.

Art. 4 – Caratteristiche della garanzia

  1. La garanzia del Fondo è a prima richiesta, diretta, esplicita, incondizionata ed irrevocabile.
  2. La garanzia del Fondo è concessa, ai sensi dell’articolo 1 del presente Accordo, per i primi tre anni di attività, nella misura di un sesto della somma dei finanziamenti erogati per la quota capitale e interessi, tempo per tempo in essere, nei limiti del finanziamento concedibile.
  3. In caso di attivazione della garanzia ai sensi dell’art. 7 del presente Accordo, il Fondo risponde per il 50% del singolo finanziamento, comprensivo di quota capitale, degli oneri determinati secondo quanto previsto dall’art. 3 comma 2, degli eventuali interessi contrattuali e di mora calcolati in misura non superiore al tasso legale, e comunque non oltre quanto accantonato ai sensi del precedente comma 2.

Art. 5 – Modalità di accesso al Fondo per il microcredito

  1. I soggetti interessati ad ottenere i finanziamenti si rivolgono alla sede della Caritas relativa alla diocesi di appartenenza ovvero ad ogni altro Ufficio che il Vescovo locale abbia indicato (da ora in poi “Ufficio diocesano”).
  2. L’Ufficio diocesano valuta la presenza dei requisiti di cui all’art. 2, comma 1. In caso di presenza di tali requisiti l’Ufficio diocesano verifica la sussistenza di un’idea progettuale ai sensi dell’art. 2, comma 2, lettere a) e b), e procede ad una prima valutazione di fattibilità, anche con l’ausilio degli attori territoriali coinvolti ai sensi del successivo art. 6.
  3. La banca riceve la richiesta di finanziamento accompagnata dalla valutazione dell’Ufficio diocesano, a seguito del processo di cui al comma 2 del presente articolo. Svolta l’istruttoria sul merito creditizio del richiedente, qualora decida di erogare il finanziamento, la banca invia al Gestore, secondo le modalità che saranno da questo individuate e rese note a tutte le banche aderenti, la richiesta di attivazione della garanzia del Fondo.
  4. Il Gestore assegna alla richiesta un numero di posizione progressivo, secondo l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di arrivo della richiesta, verifica la disponibilità del Fondo e comunica entro 5 giorni lavorativi alla banca e all’Ufficio diocesano l’avvenuta ammissione alla garanzia del Fondo. Il Gestore, nel caso in cui le disponibilità del Fondo risultino totalmente impegnate, nega entro tale termine l’ammissione alla garanzia, dandone comunicazione alla banca e all’Ufficio diocesano.
  5. La banca,una volta acquisita notizia dell’avvenuta ammissione alla garanzia del Fondo, a pena della sospensione della facoltà di operare con il Fondo stesso, comunica al Gestore l’avvenuto perfezionamento dell’operazione di finanziamento ovvero la eventuale mancata erogazione di tale finanziamento entro 10 giorni lavorativi da tale notizia.
  6. L’efficacia della garanzia del Fondo decorre, in via automatica e senza ulteriori formalità, dalla data di erogazione del finanziamento.
  7. Le banche comunicano al Gestore l’eventuale avvenuta estinzione anticipata del finanziamento,  in base alle modalità che saranno individuate dal Gestore stesso.

Art. 6 – Partnership territoriali: accompagnamento, tutoraggio e monitoraggio dei beneficiari

  1. Al fine di ottenere la più ampia sinergia tra attori locali e innalzare il livello e la qualità delle reti fiduciarie su ogni territorio, gli Uffici diocesani attivano le opportune partnership con enti pubblici e privati in grado di integrarne le competenze e le capacità di valutazione, accompagnamento, tutoraggio e monitoraggio delle famiglie richiedenti e beneficiarie.
  2. L’attività di accompagnamento dei richiedenti è finalizzata a sostenere l’ideazione di un progetto ai sensi dell’art. 2, comma 2, lettere a) e b). Tale progetto dovrà essere consegnato alla banca, secondo gli schemi appositamente predisposti e concordati tra ABI e CEI, insieme alla richiesta di finanziamento.
    Nei casi di cui alla lettera a) (reinserimento lavorativo), sarà realizzato un piano di ricerca di nuovo impiego con possibili integrazioni di attività di formazione o riqualificazione professionale e di bilancio di competenze.
    Nei casi di cui alla lettera b) (avvio di un’attività imprenditoriale), sarà realizzato e valutato un piano di fattibilità (business plan) della microimpresa da avviare
  3. Le attività di tutoraggio sono finalizzate a fornire assistenza al richiedente nella fase di attuazione dei progetti di cui al comma precedente. Per ciascun soggetto finanziato verrà predisposto un piano di tutoraggio, che dovrà articolarsi in almeno 3 incontri nel corso dei primi 12 mesi dalla data  di finanziamento. Al termine di ogni incontro l’Ufficio diocesano invierà una relazione dettagliata dell’esito dell’incontro alla banca.
  4. La banca indica un proprio referente (delegato di convenzione) sul territorio in grado di
    garantire la massima fluidità della relazione con l’Ufficio diocesano e gli altri enti di cui al comma 1.

Art. 7 – Attivazione della garanzia

  1. In caso di inadempimento del beneficiario del finanziamento, la banca, decorsi trenta giorni dalla data di scadenza della prima rata rimasta, anche parzialmente, insoluta, invia all’Ufficio diocesano del territorio un primo avviso, per favorirne l’intervento di sollecito nei confronti del beneficiario.
  2. Trascorsi ulteriori sessanta giorni senza che sia avvenuto il pagamento, la banca comunica al beneficiario l’intimazione al pagamento dell’ammontare dell’esposizione per rate insolute, capitale residuo, interessi contrattuali e di mora, tramite lettera raccomandata con avviso di ricevimento contenente la diffida al pagamento della somma dovuta. L’intimazione al pagamento è inviata, per conoscenza, al Gestore e all’Ufficio diocesano.
  3. Trascorsi infruttuosamente sessanta giorni dalla data di ricevimento da parte del beneficiario dell’intimazione, la banca può attivare la garanzia del Fondo, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento inviata al Gestore entro i successivi novanta giorni, e può avviare, a proprie spese, la procedura per il recupero della quota del credito e degli accessori non garantita dal Fondo.
  4. Entro quindici giorni dalla data di ricevimento della richiesta, il Gestore, secondo l’ordine cronologico di ricevimento delle richieste, provvede alla liquidazione alla banca dell’importo determinato ai sensi dell’articolo 4, comma 3.
  5. Qualora, successivamente all’intervento del Fondo, il beneficiario del finanziamento provveda al pagamento totale o parziale del debito, la banca deve provvedere a riversare al Fondo le somme riscosse nella misura eccedente la quota indicata all’articolo 4, comma 3.
  6. La CEI e il Gestore non assumono impegno alcuno per le richieste di liquidazione delle garanzie che restino insoddisfatte per eventuale incapienza del Fondo.

Art. 8  - Surroga

A seguito della liquidazione dell’importo garantito, ai sensi dell’articolo 7, comma 4, il Gestore è  surrogato nei diritti della banca e provvede al recupero, anche tramite incarico affidato alla stessa banca surrogata, della somma pagata, degli interessi al saggio legale, maturati a decorrere dal giorno del pagamento fino alla data del rimborso, e delle spese sostenute per il recupero. Le somme recuperate dal Gestore sono versate al Fondo di garanzia.

Art. 9 – Validità dell’accordo

  1. 1. Il presente Accordo decorre dalla data di stipula e produce i suoi effetti per un periodo di 36 mesi, durante il quale non sono ammesse revisioni, se non migliorative per i beneficiari delle condizioni di finanziamento convenute.
  2. L’Accordo viene rinnovato per successivi periodi di uguale durata con l’accordo delle parti.
  3. Nel caso di mancato rinnovo dell’Accordo, tutti i finanziamenti erogati in virtù dello stesso rimangono comunque coperti dalla garanzia fino alla loro naturale conclusione

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ALLEGATO A – REQUISITI SOGGETTIVI e DOCUMENTAZIONE

1. REQUISITI SOGGETTIVI

Si riepilogano a seguire i requisiti soggettivi necessari per usufruire dei finanziamenti garantiti dal Fondo di Garanzia.

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Stai leggendo Microcredito per famiglie in difficoltà – indebitati.it Autore Antonio Scognamiglio Articolo pubblicato il 15 maggio 2009 Ultima modifica effettuata il 6 luglio 2014 Classificato nelle categorie microprestito e social lending Etichettato con tag , , , , Archiviato nella sezione origine dei debiti » contratti di prestito – carte di credito e revolving – sovraindebitamento, microcredito, usura » credito e microcredito Letture 186 Numero di commenti e domande: 11 Clicca qui per inserire un commento o porre una domanda.

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  • mariocaturano 12 febbraio 2010 at 12:27

    vorrei sapere se la pratica per ottenere il prestito si puo ancora fare

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